#RACCONTAMIUNASTORIA #THAILANDIA

#RACCONTAMIUNASTORIA #THAILANDIA

Pubblicato il: 06/07/2020 / Autore: Tiziana Segato / N. visualizzazioni: 85
#RACCONTAMIUNASTORIA #THAILANDIA

Il progetto #raccontamiunastoria vuole diventare un tamtam. Vuole passare di casa in casa, da persona a persona, perché ogni viaggio merita di essere raccontato e condiviso.

 

DI COSA HAI PAURA?

 

C’era una volta un batterista. Viveva in un piccolo villaggio di campagna e un giorno sentì che ci sarebbe stata una fiera nella città di Benares, così decise di andare e guadagnarsi qualche soldo suonando la sua batteria.

 

Il batterista decise di portare con sè il figlio, in modo da poter suonare una musica per due set di tamburi. I due batteristi, padre e figlio, andarono alla fiera di Benares, dove ebbero molto successo. A entrambi piaceva suonare il tamburo e si esibirono dando il meglio di loro.

 

Quando la fiera finì, i due batteristi cominciarono il viaggio di ritorno verso il loro villaggio. Furono costretti a passare attraverso una foresta oscura e molto pericolosa, in quanto frequentata da rapinatori e tagliagole.

 

Il figlio voleva proteggere se stesso e il padre, così iniziò a battere il suo tamburo più forte che poteva, senza mai fermarsi. Aveva pensato: “Più rumore c’è, meglio è!” Il padre prese il figlio da parte e gli spiegò che, quando c’era un corteo reale, i re venivano accompagnati da uomini armati e suonatori. I musicisti avevano l’abitudine di suonare i tamburi in modo regolare e molto dignitoso, come se non temessero nessuno.

 

Il piano era semplice: i due batteristi avrebbero scandito il tempo con una precisa successione di rulli di tamburo e pause. Avrebbero dato l’impressione ai rapinatori che si nascondevano nella foresta che c’era un grande corteo reale in transito, con schiere di uomini armati.

 

Il piano era semplice, ma il ragazzo ignorò i consigli del padre. Continuava a credere che la sua idea era giusta: “Più rumore c’è, meglio è!”
Nel frattempo, una banda di rapinatori della foresta aveva sentito il suono dei tamburi.

 

I rapinatori in un primo momento credettero di sentire il suono tipico di un corteo reale con mille guardie armate, e non osarono avvicinarsi. Poi però ascoltarono meglio: i tamburi producevano uno scoordinato ritmo selvaggio. Sembrava che un piccolo cane spaventato abbaiava a un grosso cane tranquillo.

 

Non poteva di certo essere il suono di un corteo e i rapinatori si avventarono sui due batteristi, derubandoli di tutti i soldi che avevano guadagnato alla fiera della città di Benares.
Strafare porta alla caduta.

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